Il racconto di questa canzone, anzi, di questo Pezzone con la p maiuscola, non si può limitare a un semplice snocciolamento di informazioni e di dati, ma è un vero e proprio viaggio nella mente geniale, e brillante, di una pietra miliare del rock e del pop degli ultimi decenni: David Bowie
C’è un uomo delle stelle che aspetta in cielo. Vorrebbe venire ed incontrarci, ma pensa che potrebbe scioccarci.
Starman. Dove tutto cambiò.
Non ci sono molte presentazioni da fare davanti a Starman, canzone di cui anche i poco pratici e conoscitori degli anni ’70 ne riconosceranno l’iconico ritornello e la melodia del singolo.
Il brano, che viene considerato ancora oggi uno dei singoli più influenti di tutto il repertorio del cantante londinese, e che ne rappresentò un vero e proprio punto di svolta per la sua carriera, venne pubblicato il 14 aprile 1972 (nemmeno a farlo apposta sto scrivendo questo articolo a ridosso del suo 53esimo anniversario) come 45 giri, e sarà il primo singolo estratto dall’album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. Un nome un tantino lungo da dare ad un album ma che sicuramente ha la sua buona dose di effetto. Ma il Ziggy citato nel titolo della sua composizione non è solamente un nome appiccicato alla copertina di un album.
Ziggy Stardust
Ziggy Stardust è un personaggio immaginario creato da David Bowie, secondo le sue parole un messia marziano che suonava la chitarra.
Ziggy era il mio messia marziano che suonava la chitarra. Era un personaggio semplicistico. Lo vedevo molto semplice… abbastanza simile al personaggio di Newton che avrei poi interpretato nel film “L’uomo che cadde sulla terra”. Qualcuno che è precipitato qui, è stato trascinato al nostro modo di pensare e ha finito per distruggere se stesso. Il che è una trama piuttosto archetipica.
Ziggy, che così diventa uno dei più iconici e fondamentali simboli degli anni ’70, debutta sul palco del Tolworth Toby Jug di Londra nel gennaio 1972, permettendo così a David Bowie di portare sul palco la parte più istintiva del rock contribuendo così a forgiare una delle prime icone glam della storia.
Ma come si unisce questo alter-ego di Bowie a Starman?

Il vero Starman
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, è il quinto album in studio del musicista inglese, pubblicato nel Regno Unito il 16 giugno del 1972, album che vede la partecipazione della band di Bowie gli Spiders from Mars (e da qui capiamo qualcosa in più sul chilometrico titolo di quest’opera).
Nella storia di questo album, Ziggy Stardust, alieno musicista, viene mandato sulla Terra prima di un imminente disastro apocalittico. Durante le vicende sul nostro pianeta, Ziggy conquista il cuore dei suoi fan, cadendo però in disgrazia dopo aver ceduto proprio al suo ego. Ma, nel mentre, Ziggy ha il tempo di introdurre l avvento di un “uomo delle stelle” che porterà ai giovani un messaggio di speranza.
C’è un uomo delle stelle che attende in cielo. Ci ha detto di non sprecare questa occasione, perchè lui sa che ne vale la pena.
Starman ha modo così di palesarsi interrompendo una trasmissione radiofonica per mettersi in contatto con i giovani di una Terra oramai condannata a un disastro apocalittico, promettendo la salvezza del pianeta e portando un messaggio di speranza alle nuove generazioni.
David Bowie scrisse questo singolo all’ultimo momento, perchè la casa discografica RCA voleva un singolo forte per promuovere l’album. La nascita di Starman “eliminò” così dalla scaletta Round and Round, una cover di Chuck Berry dalla tracklist del disco. Il ritornello molto melodico della canzone “There’s a starman waiting in the sky…” è spesso paragonato allo stile melodico dei Beatles, in particolare a Over the Rainbow e You’ll Never Walk Alone, anche se lo stesso Bowie ha amesso di essersi ispirato anche alla celebre Somewhere Over the Rainbow. In effetti il salto di ottava nel ritornello ha proprio una netta somiglianza con il brano cantato da Judy Garland nel film il Mago di Oz, e questo parallelismo è stato anche confermato dal batterista Mick “Woody” Woodmansey che citò le parole di Bowie prima della creazione di Starman “Scriverò la mia Somewhere Over the Rainbow”.
6 Luglio 1972
David Bowie, Ziggy e Starman, divennero così delle vere e proprie ispirazioni per altri artisti, in particolar modo la sua esibizione del 6 luglio 1972, all’interno del programma Top of the Pops, divenne leggendaria: vestito con abiti sgargianti, con i capelli arancioni e il braccio intorno al chitarrista Mick Ronson realizzò un’esibizione che contemporaneamente scioccò e affascinò l’intera Inghilterra, ma che cambiò la vita di futuri musicisti come ammesso da Bono e Robert Smith (The Cure)

Secondo il New Musical Express, Starman si trova al 56° posto nella classifica dei 100 migliori singoli di sempre e al 19° posto tra le 100 canzoni che hanno cambiato il mondo per il mensile Q e 65° tra i migliori singoli di tutti i tempi della rivista britannica Mojo.
Piccola nota al racconto
In questo articolo, Ziggy, è stato descritto come un messia marziano facendo riferimento a delle citazioni attribuite dallo stesso Bowie. In altri testi e articoli invece, sempre su considerazioni fatte dall’artista, Ziggy viene descritto come un messaggero terreno e non come un’entità extraterrestre. Questa disputa sulla natura e la provenienza del personaggio non toglie assolutamente nulla alla bellezza di questo capolavoro e del suo ideatore.
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